Narrativa storica · Il trittico genovese, I
The Master of the Adze
Vedeva la linea giusta in un pezzo di quercia. Non vedeva che cosa stava costruendo.
Genova, 1096. Pietro da Cogorno è un ragazzo povero con un dono raro: un occhio che coglie al primo sguardo la linea giusta nella fibra della quercia. Alla scuola di un maestro duro e tormentato diventa maestro d’ascia, e impara l’unico credo che governa il mestiere: nel legno non c’è menzogna.
Poi viene predicata la croce, e si apre una strada che promette di lavare e rendere candidi perfino gli umili e i disonorati. Pietro la prende e attraversa il mare verso la guerra santa, con il fervore per unica sposa, devoto al capitano che gli uomini chiamano «Testa di Maglio», arso dal desiderio di Gerusalemme.
Sotto le mura della città santa, dove l’assedio si è arenato, sarà il suo mestiere a fare la differenza: una grande torre innalzata con il legname delle navi che li hanno portati fin lì. Pietro costruisce ciò che aprirà il varco.
Ciò che varcherà la porta che lui ha fatto lo disfarà.
Un romanzo della prima crociata, su un maestro d’ascia genovese che costruì la torre d’assedio di Gerusalemme, e su ciò che entrò dalla porta che aveva fatto.
Guarda