Narrativa storica · Il trittico genovese, II
Il Maestro del Sigillo
Li ha salvati. Quella fu la catastrofe.
Caffa, sul Mar Nero, 1343. Ottobono Lercari è un fattore genovese, un uomo dal dono raro: dove gli altri vedono le cose, lui vede ciò che occorre per muoverle. Nulla lascia il porto senza il sigillo di piombo che porta alla cintura. E Ottobono segue l’unica legge del commercio: niente aspetta.
Poi arriva l’Orda, le mura si chiudono e il mare rimane l’unica via. Per tre anni Ottobono tiene in vita una città assediata grazie alle navi. Ogni volta che un uomo prudente propone di trattenerne una, lui lo contraddice con gentilezza. E ha ragione.
Quando Caffa viene abbandonata, è il suo mestiere a fare la differenza: un’intera popolazione sottratta a una riva che muore e affidata alle stive che lui ha impiegato vent’anni a imparare a riempire. Ne riporta a Genova quasi duemila persone, più di quante chiunque credesse possibile salvare.
Ciò che ha caricato su quelle navi lo ritroverà un anno dopo, a un tavolo, da solo.
Un romanzo sull’assedio di Caffa e sull’arrivo della peste nera. La storia di un fattore genovese che riportò a casa per mare un’intera città, e di ciò che salpò con lei.
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