Narrativa storica
The Second Woman
A Novel of the Roman Witch Trial, 1426
Roma, 1426: una levatrice sotto processo per stregoneria, la cui storia è raccontata soltanto attraverso gli atti redatti dal notaio pagato per metterla per iscritto.
Due donne furono arrestate. Gli atti ne nominano una sola.
Roma, 1426. Funicella, levatrice di Trastevere, viene condotta davanti al tribunale con l’accusa di stregoneria. Il notaio del tribunale mette tutto per iscritto. Questo romanzo è la sua cronaca: udienza dopo udienza, deposizione dopo deposizione, un’accusa articolata in dieci capi e le stesse poche righe in latino nei giorni in cui non accade nulla.
A una delle due donne il notaio dedica pagine e pagine. L’altra la chiama «l’altra donna». E la riga finisce lì.
Gli atti riportano che confessò senza essere sottoposta a tortura. Elencano un tavolo, uno sgabello, una campana e un’ora. Non dicono che cosa riempì quell’ora.
«Quel che ho detto, l’ho detto. Quel che non ho detto, non l’ho detto.»
Un processo raccontato soltanto dall’uomo pagato per metterlo per iscritto.